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Idrolati: cura per mente e corpo


Lo scorso 4 Luglio siamo stati ospiti della Casa di cura Santa Maria Nuova di Jesi per un pomeriggio insieme agli anziani ospiti della struttura accompagnati da Maria Sonia Baldoni, fondatrice della rete de La Casa delle Erbe e dalla Dott.ssa Anna Grazia Lentini, medico, specialista in Igiene e Medicina Preventiva.

L’esperienza con gli idrolati, prima di una serie di incontri che si susseguiranno in tutte le stagioni, ha visto protagonisti 20 ospiti della casa di cura con differenti gradi di demenza e patologie senili.

Gli idrolati, o acque aromatiche, sono un prodotto del processo di distillazione degli oli essenziali. Gli idrolati contengono molecole idrosolubili presenti nella pianta o nel fiore che si è distillato e sono molto delicati.

L'idrolato mantiene quindi il profumo e alcune proprietà della pianta di origine; a differenza degli oli essenziali,non presentano nessun rischio o controindicazione e possono essere usati anche in gravidanza o sui bambini.

Si utilizzano puri per frizioni sulla pelle e sul cuoio capelluto, oppure si possono usare per preparare tonici, detergenti, acque profumate o inserire nelle ricette cosmetiche in sostituzione dell'acqua demineralizzata per potenziare l'effetto che desideriamo ottenere dal prodotto.

La somministrazione di idrolato alle persone con demenza genera un senso di rilassatezza, ma soprattutto va a stimolare i centri olfattivi dell’anziano e con essi aspetti legati alla memoria a lungo termine.

Durante l’incontro, infatti, abbiamo potuto osservare grande attenzione e partecipazione dalla maggior parte di queste anziane signore che hanno provato a fare associazioni con gli odori che via via sperimentavano. Nei casi meno gravi c’è stata una attiva partecipazione anche verbale. Una delle ospiti ha inaspettatamente definito “innocuo” l’odore dell’idrolato  di Erba Cedrina ed in generale molte hanno chiaramente espresso le loro preferenze sui vari odori sperimentati, aprendo anche un dibattito con noi operatori ed alcune altre ospiti sui ricordi legati a quando cucinavano o utilizzavano piante spontanee.

Interessante è stato inoltre il caso di una anziana signora con una demenza grave che ha avuto delle reazioni di approvazione o rifiuto a seconda dell’odore, cosa registrata dagli operatori della struttura come un buon risultato per lei, evidenza della veridicità della tesi secondo cui l’uso di questo elemento naturale possa efficacemente e positivamente agire sulla sensorialità con questo particolare tipo di utenza.

Gli idrolati proposti sono stati quello al rosmarino, all’erba cedrina ed all’Issopo.

Il pomeriggio si è poi concluso con la proposta di annusare o per chi lo volesse massaggiare sulle mani oli essenziali: olio essenziale di agrumi con cannella e chiodi di garofano e olio essenziale di lavanda. Anche in questo caso la sperimentazione ha evidenziato, come in altre ricerche appare, che la presenza di spezie negli oli essenziali sembra tendere verso una maggiore risposta olfattiva.

In autunno torneremo dagli ospiti della struttura con una proposta stagionale che vedrà coinvolto anche il senso del gusto.

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